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Fu ritenuta inadatta al matrimonio, così nel 1856 suo padre la diede in sposa alla schiava più forte, Virginia.

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Dicevano che non mi sarei mai sposata. Dodici uomini in quattro anni hanno guardato la sedia a rotelle e se ne sono andati.

Mi chiamo Elisabeth Wetmore e questa è la storia del mio viaggio dal rifiuto della società alla scoperta di un amore passionale che ha cambiato il corso della storia.

Virginia, 1856. Avevo ventidue anni e mi consideravo disabile.

Ho perso l’uso delle gambe all’età di otto anni, dopo una caduta da cavallo che mi ha rotto la spina dorsale, costringendomi a usare questa sedia a rotelle in mogano che mio padre aveva ordinato per me.

Ma nessuno capì che non era la sedia a rotelle a rendermi “non sposabile”, bensì ciò che rappresentava: un peso.

Una donna che non può stare con il marito alle feste, una donna che non dovrebbe avere figli, che non sa mandare avanti una casa e, allo stesso tempo, assolvere a tutti

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