Dopo un altro lungo turno, mi sono seduta sui gradini dell’ospedale per un attimo per riprendere fiato. Dentro, la vita non si ferma mai: sirene, corridoi, decisioni urgenti, famiglie in attesa di notizie. Fuori, il silenzio sembra diverso, più pesante. Oggi ho aiutato persone che non conosco nemmeno a tornare a casa. Ho visto abbracci di sollievo e addii commossi. E quando è stato il mio turno di essere ricordata, il mio telefono è morto. Nessun messaggio, nessuna chiamata. Solo lo schermo acceso e la notte. Non cerco applausi. Ho scelto questa professione e ne sono orgogliosa. Ma i compleanni mostrano chiaramente cosa manca: a volte ti prendi cura di tutti e, alla fine, non c’è nessuno a cui chiedere se sei tornato a casa sano e salvo. Cosa diresti a qualcuno che festeggia il compleanno da solo oggi?
Ti ammiro perché, pur non avendo nessuno, combatteti come se
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