Sarah, confusa.
Andò ad aprire la porta. Sentii delle voci dall’ingresso. Pochi secondi dopo, David tornò, pallido.
“Sarah, c’è… c’è qualcuno che vuole parlarti.”
Sarah si alzò, sorpresa.
“Chi è?”
“È un ufficiale giudiziario.”
Il silenzio calò sul tavolo come una lastra di cemento. Sarah uscì dalla stanza. Io rimasi seduto, calmo e respirando. La signora Carol aggrottò la fronte.
“Un ufficiale giudiziario. Alla vigilia di Natale. Che mancanza di rispetto.” »Passarono due minuti interminabili. Poi sentii Sarah urlare.
“Cosa?!?”
Ci alzammo tutti da tavola. Corremmo all’ingresso. Sarah era in piedi vicino alla porta con una busta aperta tra le mani. Il suo viso era sconvolto, pallido e tremante. David lesse il documento da sopra la sua spalla.
“Non può essere. Non può essere…”
“Cosa c’è che non va?” chiese il signor Harold.
Sarah si voltò verso di me. I suoi occhi erano pieni di lacrime, ma non erano lacrime
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