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Cacciata fuori a -35°F, una vedova portò sua madre in una grotta: furono le uniche a sopravvivere.

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più che stracci, ma tenevo la testa alta. Non ero più la stessa donna che se n’era andata a dicembre. Non ero un peso. Ero una sopravvissuta.

Il signor Davies mi vide dalla veranda del suo negozio. Si bloccò, la bocca leggermente aperta. Non gli andai incontro. Non avevo bisogno di scuse né di conferme. La mia sopravvivenza era una resa dei conti che non richiedeva parole. Incontrai il suo sguardo, lo mantenni a lungo, poi proseguii per la mia strada. Non ero venuta per lui.

Ero venuto a prendere delle provviste.

Ho barattato le poche pelli che ero riuscito a conciare con sale, farina e semi. Non sono tornato subito alla grotta. Sono rimasto sulla montagna, ma sono uscito al sole. Vicino all’imboccatura della grotta, dove il terreno era fertile, ho dissodato una piccola porzione di terra e ho piantato un orto. Ho riparato le parti rotte della mia

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