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Era considerato sterile perché ne era privo: suo padre lo aveva dato in sposa nel 1859 alla schiava più sana, che glieli aveva rimossi con una pinzetta.

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non potevo partecipare a fare a qualcun altro ciò che era stato fatto a me. Ha senso?” “Sì,” disse lei dolcemente, “ha perfettamente senso.”

Viaggiammo tutta la notte fino all’alba. Al sorgere del sole, lasciammo la strada ed entrammo in un boschetto. Slegai i cavalli per farli pascolare. Io e Dalila mangiammo un po’ del cibo che avevo portato: pane, formaggio e carne secca. “Dovremmo dormire a turno”, disse Dalila. “Una fa la guardia mentre l’altra riposa, nel caso arrivi qualcuno. Tu dovresti dormire per prima. Ieri hai lavorato tutto il giorno; io non ho fatto altro che preoccuparmi.” “Va bene. Svegliami tra qualche ora.” Si sdraiò su una coperta e si addormentò quasi all’istante. La osservai per un momento, questa donna che conoscevo a malapena e per la quale stavo rischiando tutto per aiutarla a fuggire. Nel sonno sembrava più giovane, meno in guardia. L’intelligenza che di solito celava

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