e la morte. Ho osservato gli uomini riparare i carri, ho imparato a conoscere le piante dalle donne che raccoglievano erbe, ho imparato a cacciare con mio padre prima che venisse venduto quando avevo dieci anni.” “Mi dispiace per tuo padre.” “Non dispiacerti. Continua ad andare verso nord.”
Abbiamo parlato durante quelle lunghe notti di viaggio, abbiamo parlato davvero, in un modo in cui non avevo mai parlato con nessuno prima. Delilah mi ha raccontato della sua vita: nata in una piantagione in Alabama, venduta a mio padre a 15 anni, nove anni di lavoro nei campi che avrebbero dovuto spezzarla ma non l’hanno fatto. Mi ha parlato dei sogni di libertà che si era a malapena concessa, della costante vigilanza necessaria per sopravvivere alla schiavitù, di aver visto amiche vendute, sorelle violentate dai sorveglianti, madri separate dai figli. Io le ho raccontato della mia: l’isolamento di essere piccola e
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