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Era stata sola fin dall’infanzia, finché sette enormi Apache non arrivarono chiedendole la mano.

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sua solitudine. Ma era anche una gabbia. Gotchimin le offriva non solo protezione, ma una vita al di là dei confini di quella valle. Una vita con un popolo, una famiglia, una vita in cui non sarebbe mai più stata sola.

«Sei venuto a chiedermi la mano», disse lei con voce chiara e ferma. «Non hai mai sentito la mia risposta.»

Gotchimin attese, i suoi occhi scuri che scrutavano i suoi. Un lento sorriso si diffuse sul volto di Kora: un sorriso genuino e radioso che trasformò i suoi lineamenti segnati dal tempo in qualcosa di meraviglioso.

“La risposta è sì.”

Non era un finale che chiunque avrebbe potuto prevedere. Né gli abitanti del villaggio, né Sterling Croft, e certamente non Kora Abernathy stessa. La sua vita non sarebbe stata una vita di tranquilla solitudine. Sarebbe stata una vita di movimento, trascorsa tra due mondi: il mondo della capanna di

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