mi dispiace di averti fatto sentire diversamente.»
Nick coprì brevemente il telefono, ma lo sentii comunque dire: “Spero di no”.
Poi ci fu un movimento, e all’improvviso una vocina si fece sentire attraverso la linea.
“Nonna?”
I miei occhi si riempirono di lacrime all’istante.
“Ciao, tesoro.”
“Sei la nonna della mia foto?”
Deglutii. “Lo spero.”
“Ti ho fatto i capelli gialli per sbaglio”, disse. “Ma la mamma ha detto che i pastelli sono duri.”
Mi è sfuggita una risata prima che potessi reprimerla.
Poi chiese, a bassa voce: “Vieni ancora?”
Ho detto: “Rimettiti il papà addosso”.
«Puoi venire a prendermi», dissi. «Ma ascolta bene. Non tornerò per una bella serata e poi per un altro anno di telefonate frettolose e vaghe promesse.»
“Hai ragione.”
“Voglio impegno reale. Visite reali. Telefonate reali. Non quando riuscite a incastrarmi tra le vostre cose.”
“Lo so.”
“E nessuno mi lasci più fuori da quella
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