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Ho volato per dodici ore dall’estero per andare a trovare mia madre. Avevamo programmato questa visita da settimane. Uno sconosciuto ha aperto la porta.

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una commedia che non capivo.

Tornai alla mia auto, con la testa piena di interferenze.

O mia madre era completamente impazzita, oppure stava succedendo qualcosa che nessuno si era preso la briga di dirmi. E se fosse stata la seconda ipotesi, qualcuno si sarebbe pentito di aver pensato che me ne sarei semplicemente fatta una ragione e sarei risalita su un aereo.

Se pensate che sia strano presentarsi a casa di vostra madre e trovarvi davanti uno sconosciuto, sappiate che ci ero già passato. Non letteralmente lì, non su quella veranda, ma nella stessa situazione. Sentirmi dire che mi sbagliavo sulla mia vita. Sentirmi dire che la realtà era diversa da quella che vedevo proprio davanti ai miei occhi.

La prima volta che ho capito cosa si provasse, avevo sette anni.

Quello fu l’anno in cui mia madre si risposò.

Ricordo il giorno del matrimonio: la torta, l’abito che mi

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