Altrettanto importante, questi dati confermano un confronto fondamentale: l’infezione da COVID-19 di per sé causa miocardite e gravi conseguenze cardiache molto più frequentemente della vaccinazione. I primi esperimenti che dimostrano come il blocco di segnali infiammatori specifici, o persino composti come la genisteina, possano ridurre il danno cardiaco senza compromettere la protezione immunitaria, indicando la strada verso futuri vaccini più sicuri. Il messaggio non è di panico, ma di perfezionamento: queste utilizzano conoscenze per proteggere sia il cuore che la popolazione generale da un virus che rimane di gran lunga più pericoloso del vaccino.
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