Io le promettevo sempre di sì. Ora la chemioterapia le aveva portato via i capelli, e quelle foto delle riviste erano ancora lì a casa, come frammenti di una vita che avrebbe dovuto vivere.
Un pomeriggio, mi sedetti accanto al suo letto d’ospedale mentre dormiva. L’ultima terapia l’aveva indebolita più di prima. Il suo viso appariva più magro, le mani più piccole. Accanto a lei c’era un diario di pelle che le avevo comprato mesi prima. Ci scriveva ogni giorno e spesso infilava lettere piegate tra le pagine. Quando mi chinai per sistemarle il cuscino, si svegliò e infilò velocemente il diario sotto la coperta.
“Scusa, tesoro. Non volevo svegliarti.”
“Non preoccuparti, mamma,” disse con un sorriso stanco. “Sono cose da ragazze.”
Un attimo dopo, il suo telefono vibrò. Il nome di Daryl apparve sullo schermo prima ancora che lo girasse. Daryl era il suo migliore amico dalle medie, il
Per continuare a leggere, clicca su ( SUCCESSIVA 》) qui sotto!