non dartelo ancora, il che è praticamente un segno che dovrei farlo.”
Sofia inarcò le sopracciglia. “Crescita del personaggio. Ci piace vederla.”
La foto era vecchia e sgualcita.
Mia madre, stanca e giovane, se ne stava in una stanza d’ospedale, con in braccio un neonato avvolto in una coperta bianca. Accanto a lei c’era Richard, con una mano goffamente appoggiata alla sponda del letto. Vicino alla finestra c’era Eleanor Warren.
E nelle mani di Eleanor c’era una piccola busta blu.
Ho girato la foto.
Nella calligrafia di Eleanor c’erano quattro parole:
Alla fine è arrivato.
Mi mancò il respiro.
«Chi è venuto?» sussurrò Sofia.
Ho guardato di nuovo.
All’inizio, vidi solo la mamma, Richard ed Eleanor.
Poi ho notato il riflesso nella finestra buia dell’ospedale.
Un uomo era in piedi sulla soglia, sfocato ma inconfondibile.
Giovane.
Alto.
In uniforme.
Colonnello Nathan Pierce.
Aveva detto di non averlo mai saputo.
Papà
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