hai fatto.”
“Non capisci cosa avevamo in programma…”
“Capisco perfettamente. E non entrerai in quella stanza di convalescenza fingendo di preoccuparti per lei. Non oggi. Mai.”
«Certo che ci teniamo», sbottò mio padre. «È proprio per questo che l’abbiamo fatto.»
“È lui che ha accettato denaro per sposarla.” La mamma indicò Ben. “Non puoi essere arrabbiato con noi senza essere arrabbiato anche con lui.”
“È proprio per questo che l’abbiamo fatto.”
“Hai firmato un contratto per sbarazzarti di lei”, dissi. “Ben ne ha firmato uno per salvarla. Non è la stessa cosa.”
Nel corridoio avevano cominciato a giungere delle voci.
Infermieri.
Due donne provenienti dalla sala d’attesa del reparto maternità.
Persino uno dei volontari dell’ospedale aveva smesso di fingere di non ascoltare.
“Non è la stessa cosa.”
Mia madre si guardò intorno.
Alla fine sembrò rendersi conto che tutti avevano sentito ogni singola parola.
“Questo non è il posto adatto
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