i pugni stretti lungo i fianchi.
Ben, il mio migliore amico, era l’unico ragazzo che non esitava mai.
“Rosie, avrai sempre Ben e me”, le dissi.
L’ho ripetuto così tante volte che alla fine mi ha creduto.
Ben la scelse per la partita di kickball anche se gli altri capitani alzavano gli occhi al cielo.
In quarta elementare, si accovacciò davanti a lei e le fece una promessa che non ho mai dimenticato.
“Rosie, quando saremo più grandi, ti porterò al ballo di fine anno. È una promessa.”
Rosie batté le mani e gli sorrise.
«L’hai sentito», mi disse, senza fiato. «L’ha detto Ben.»
Ho annuito, sentendo un calore diffondersi nel petto prima ancora di capire cosa significasse.
Gli anni si sono fusi insieme, come spesso accade negli anni felici.
Ben veniva a casa nostra in bicicletta quasi tutti i pomeriggi.
Mia madre lo tollerava.
Mio padre alzò a malapena
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