per lui più dura di qualsiasi perdita economica.
Ciò che ancora non sapeva, però, era che l’agente non si era presentato soltanto per questioni legate ai carichi e ai trasferimenti, ma perché qualcun altro aveva reso una testimonianza segreta contro di lui proprio quella mattina. Qualcuno della sua stessa famiglia.
L’ultima frase dell’agente risuonò nella mente dello sceicco Salim come un’eco: «Qualcuno della vostra famiglia». In quel momento, Salim provò una sensazione che non avvertiva da anni: la paura vera. Non la paura di una perdita o di uno scandalo, bensì il timore di un colpo inferto da una persona a lui molto vicina. Sollevò lentamente lo sguardo verso l’agente e chiese con voce tesa:
— Chi ha reso la testimonianza?
L’agente non rispose subito. Disse con calma:
— Lo saprete a tempo debito. Poi fece un cenno a uno dei suoi assistenti, che gli porse un voluminoso fascicolo grigio. L’agente aprì
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