sembrava enorme.
Salii in soffitta usando la scala a scomparsa. C’era odore di cartone vecchio e calore secco. Iniziai a trascinare le scatole verso il centro della stanza.
I bambini, Emma e Caleb, erano al sicuro a casa di mia madre per un pigiama party.
C’erano scatole con le scritte “COLLEGE”, “NATALE” e la mia preferita, “NON APRIRE”.
Naturalmente, ho aperto prima la scatola di Natale.
Ho un debole per le festività, anche in un martedì qualunque.
Proprio in cima, incastonata sotto un intricato groviglio di luci verdi, c’era una stella di argilla. Il primo ornamento di Emma!
Passai il pollice sui bordi ruvidi. Riuscivo a rivedere quella notte con estrema chiarezza. Emma aveva tre anni, la lingua che le spuntava dall’angolo della bocca in segno di totale concentrazione.
«Attenta», le avevo detto, allungando la mano per fermarle il polso prima che spalmasse la vernice dorata ancora fresca.
Ho passato
Per continuare a leggere, clicca su ( SUCCESSIVA 》) qui sotto!