per 30 minuti.”
Una risata tremante mi sfuggì tra le lacrime.
“Me ne ero dimenticato…”
Mia sorella sorrise dolcemente. “Non l’ha fatto.”
La quinta scatola mi ha spaventato un po’.
“La dura verità.”
Ho esitato prima di aprirlo.
All’interno c’era un diario interamente scritto a mano da Lily.
Ha scritto degli appuntamenti dal medico, dei giorni in cui si sentiva più debole e di come riuscisse a leggere la paura sul mio viso anche quando cercavo di nasconderla.
«Lei lo sapeva…» sussurrai.
Judy annuì silenziosamente.
Anche Lily aveva scritto di me.
Di come continuavo a insistere che tutto sarebbe andato bene. Di come mi rifiutavo di affrontare la verità perché non sarei sopravvissuta.
“Lily non voleva che crollassi…” sussurrai, con la voce rotta dall’emozione.
Fu allora che persi di nuovo il controllo.
Mi voltai e affondai il viso nella spalla di Judy, singhiozzando più forte di quanto non avessi fatto
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