Tirò fuori un piccolo quaderno a spirale, tutto sgualcito.
Si voltò verso di me, i suoi occhi ardevano di una rabbia così pura da far sembrare patetica la tempesta fuori.
«Vuoi cacciarci via, Eleanor?» urlò Sarah, la sua voce che faceva tremare i vetri delle finestre. «Bene! Ma prima di farlo, dovrai ascoltare quello che hai fatto a mia figlia!»
Adagiai delicatamente Chloe sui cuscini che Emma aveva portato via dal letto. La bambina era esausta, con gli occhi socchiusi, ma allungò una mano e afferrò debolmente l’orlo del mio cardigan. Non voleva che mi allontanassi. Quel piccolo, istintivo gesto di fiducia da parte di una bambina a cui avevo fatto un torto mi sembrò una pugnalata alle costole.
Alzai lo sguardo verso mia nuora. Sarah tremava, stringeva il piccolo
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