non parlare mai più.
«Mi teneva in posti diversi. Capanne, motel, scantinati. Sempre in movimento. Diceva sempre che papà lo stava aiutando, che papà sapeva dove mi trovavo, che non sarebbe arrivato nessuno.»
Mi voltai lentamente verso mio padre.
Non lo ha smentito abbastanza in fretta.
Mia madre emise un suono di puro orrore.
“Dille che sta mentendo, Daniel.”
Per un attimo, in preda alla confusione, non ho capito perché avesse usato quel nome.
Poi l’ho fatto.
Il nome di mio padre era Thomas.
Daniel era il detective.
Mia madre non parlava con mio padre.
Stava guardando Noè.
La stanza si inclinò.
Noè se ne stava tre gradini sopra di noi, aggrappato al corrimano così forte che le nocche gli erano diventate bianche.
“Perché la nonna mi ha appena chiamato così?”
Nessuno ha risposto.
Mi guardò e io vidi il momento in cui capì che sotto ogni segreto si celava
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