dell’ampio cortile di pietra, l’orlo della mia toga nera da laurea appiccicato bagnato fino alle caviglie. Il freddo penetrava attraverso le sottili suole delle mie comode scarpe, gelandomi fino ai denti. Ero arrivata in anticipo, bisognosa di un attimo per riprendere fiato prima che il caos mi travolgesse, solo per vedere un elegante taxi nero fermarsi al marciapiede riservato ai VIP.
La mia famiglia si fece avanti.
Haley è uscita per prima, completamente riparata da un enorme ombrello da golf tenuto dal tassista. Indossava un impeccabile trench color crema firmato, del tutto inadatto al clima ma perfetto per una fotografia. Nella sua mano curata stringeva il mio biglietto VIP con la scritta dorata, che le avevo rubato, agitandolo come se avesse vinto alla lotteria. Victoria è uscita dietro di lei, lamentandosi a gran voce dell’umidità che le rovinava la piega, mentre Thomas si sistemava la cravatta di seta, con lo
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