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“Papà… ho un mal di schiena terribile e non riesco a dormire. La mamma mi ha detto di non dirtelo.”

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era peggio di quanto avesse immaginato: di un viola intenso, che si estendeva sulla parte bassa della schiena, con un centro scuro a forma di nodulo. Intorno c’erano dei lievi segni gialli: vecchi lividi. In via di guarigione.

Non era solo una ferita.

Un disegno.

Si abbassò velocemente la maglietta, imbarazzata.

“Per favore, non urlare”, sussurrò.

Quelle parole mi spezzarono il cuore.

Perché ciò che temevo di più non era il dolore.

Quella era la mia reazione.

“Non urlerò”, dissi con cautela. “E non permetterò a nessuno di farti del male di nuovo.”

Le tremavano le labbra. “Lo prometti?”

-Sì.

Quella sera la portai dal medico.

Confermarono il livido. Le fecero domande precise. Chiamarono i servizi sociali.

Sophie disse di nuovo la verità, a bassa voce ma con chiarezza.

Non era la prima volta.

Sua madre era arrabbiata. Gli dissero di stare zitto.

Furono redatti dei verbali. Furono raccolte delle

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