hanno esaminato la sedia a rotelle.
Sempre in sedia a rotelle.
Mai in loro.
Quella notte, dopo che William Foster lasciò la tenuta, ubriaco e indifferente nonostante l’enorme dote, Elellanar rimase seduto da solo accanto al camino in biblioteca.
La pioggia si abbatteva con violenza contro le finestre.
Suo padre se ne stava in silenzio accanto al fuoco, mescolando del bourbon in un bicchiere.
Per diversi minuti, nessuno dei due parlò.
Poi, finalmente, pronunciò le parole che avrebbero cambiato tutto.
“Vi affido Giosia.”
Elellanar alzò lentamente lo sguardo.
“Scusa?”
«Il fabbro», rispose.
Il suo cuore perse un battito.
Giosia.
Nella piantagione tutti conoscevano Josiah.
Brillante.
Spalle larghe.
Silenzio.
L’uomo più forte che la piantagione di Whitmore avesse mai visto.
Lavorava il ferro con gelida precisione, martellando il metallo lucido sotto una pioggia di scintille, con il sudore che gli colava sulla pelle, segnata da anni di lavoro.
Le donne lo
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