soffrire.»
Che frase.
Le dicono subito dopo averle fatte.
La mattina seguente, lo accompagnai alla porta.
Portava la sua nuova valigia.
Quella vecchia era ancora nell’armadio, vuota di segreti, ma piena di storia.
«Stammi bene», disse.
«Anche tu.»
Mi baciò sulla fronte.
E questa volta non provai nulla.
Né amore.
Né nostalgia.
Niente.
Quando il taxi partì, chiusi la portiera.
E respirai.
Non come una moglie abbandonata.
Come una donna che si è svegliata.
Quel giorno stesso, presentammo le prime denunce e le richieste di sequestro conservativo. Il notaio confermò che la mia presunta firma era stata falsificata. La banca bloccò le transazioni sospette. La società collegata a Claudia fu posta sotto inchiesta.
Quel pomeriggio Daniel mi chiamò.
Non risposi.
Poi scrisse:
“Sono arrivato sano e salvo.”
Non risposi.
Più tardi:
“Va tutto bene?”
Nessuna risposta.
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