Nella stanza regnava un silenzio assoluto. Era quel silenzio pesante e soffocante che precede un’esecuzione. I membri della commissione sfogliavano velocemente i documenti, i loro volti passavano dalla confusione a un orrore profondo e puro.
«Lo vedete?» chiesi a bassa voce, posando lo sguardo sui miei genitori e mia sorella. Ogni pretesa che mi avessero mai fatto, ogni bugia che avessero mai raccontato, ogni attacco calcolato alla mia autostima era culminato in questo preciso istante.
Eleanor tentò di interromperla. Si alzò di scatto, la sedia che strisciava orribilmente sul pavimento. “Clara, questo è un malinteso! Sei isterica! Stai cercando di rovinare tua sorella
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