la scorza vellutata della salvia. Per la prima volta nella sua vita, l’oscurità non era una prigione, ma una tela.
Ogni notte si ritrovava ad ascoltare il ritmo del suo ritorno. Si ritrovava ad allungare la mano per toccare il tessuto ruvido della sua veste, le dita che indugiavano sul battito regolare del suo cuore. Si innamorò di uno spirito, di un uomo definito dalla povertà e dalla gentilezza.
Ma le ombre si allungano sempre di più prima di scomparire.
Un martedì, incoraggiata dalla sua ritrovata indipendenza, Zainab portò il suo cesto alla periferia del villaggio per raccogliere verdure. Conosceva la strada: quaranta passi fino a una grossa pietra, una brusca svolta a sinistra quando sentì l’odore della conceria, poi dritto fino a quando il ruscello non rinfrescò l’aria.
«Guarda un po’», sussurrò la voce. Una voce simile a vetro che si frantuma. «La Regina dei Mendicanti è andata a
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