Derivato dall'acido arachidonico, questo composto è stato analizzato in 200 bambini e successivamente correlato al loro sviluppo sei anni dopo. I risultati sono sorprendenti: un alto livello di diHETrE è associato a marcate difficoltà sociali, mentre un livello più basso è correlato a comportamenti ripetitivi. In particolare, questo legame si è rivelato particolarmente forte nelle bambine, aprendo nuove prospettive di ricerca.
Perché questa prospettiva è cruciale?
La posta in gioco è alta: essere in grado di individuare il rischio di disturbo dello spettro autistico (DSA) alla nascita consentirebbe l'attuazione di interventi precoci, noti per migliorare significativamente lo sviluppo e la qualità della vita dei bambini affetti. Il professor Hideo Matsuzaki, autore principale dello studio, sottolinea che "le dinamiche del diHETrE durante la gravidanza sembrano svolgere un ruolo chiave nello sviluppo postnatale". Prevede addirittura che la misurazione di questo acido grasso potrebbe in futuro diventare uno strumento predittivo.
Nascita e autismo: un semplice acido grasso nel sangue del cordone ombelicale potrebbe essere un segnale d'allarme?
Un barlume di speranza per la prevenzione?
Oltre alla semplice individuazione, i ricercatori stanno esplorando un'ipotesi più ambiziosa: regolare il metabolismo di questo acido grasso durante la gravidanza per attenuare alcuni tratti autistici. È importante sottolineare che non si tratta di "curare" l'autismo, ma di comprendere meglio i meccanismi biologici sottostanti. Gli acidi grassi polinsaturi (PUFA), come il diHETrE, svolgono infatti un ruolo importante nell'infiammazione cerebrale del feto. Assunti attraverso l'alimentazione (in particolare gli acidi grassi omega-6), possono avere effetti benefici o dannosi a seconda del loro equilibrio complessivo.
Un cauto ottimismo
Nonostante l'entusiasmo generato, gli autori dello studio, insieme ad altri esperti come il professor James McPartland dell'Università di Yale, raccomandano estrema cautela. Questo lavoro è definito "esplorativo": apre una strada, ma non consente ancora un'applicazione clinica concreta. Perché? Perché il protocollo diagnostico per i disturbi dello spettro autistico utilizzato non è infallibile e deve essere combinato con altri metodi. Inoltre, i risultati ottenuti su 200 bambini devono assolutamente essere replicati su un campione molto più ampio per essere considerati affidabili. Nascita e autismo: un semplice acido grasso nel sangue del cordone ombelicale potrebbe far scattare l'allarme?
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