preoccupazione: l’uso regolare e prolungato è stato collegato, in alcuni studi, a potenziali effetti sulla funzionalità renale, aumento della pressione sanguigna e problemi alla mucosa gastrica. Organizzazioni come l’American Geriatrics Society suggeriscono di evitare, ove possibile, l’uso routinario a lungo termine, soprattutto se esistono alternative.
Perché i medici ci pensano due volte: i reni filtrano questi farmaci e, col tempo, questo può aumentare lo stress, soprattutto con dosi più elevate o in persone con fattori di rischio preesistenti.
Consiglio pratico: se desideri alleviare il dolore spesso, tieni traccia della frequenza con cui li assumi. Prendi in considerazione il paracetamolo per un uso occasionale, poiché può essere più delicato su stomaco e reni se assunto con moderazione.
Molte persone scoprono che combinando riposo, movimenti delicati o impacchi caldi, la loro dipendenza si riduce notevolmente.
2. Inibitori della pompa protonica (PPI) – Come l’omeprazolo e l’esomeprazolo.
Questi farmaci riducono l’acidità di stomaco e
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