Prima del viaggio d’affari di mio marito, decisi di buttare via una vecchia valigia.
Non era una decisione difficile. Almeno, così credevo.
La valigia era rimasta per anni in cima all’armadio, impolverata, con una ruota rotta e un angolo ammaccato. Era marrone scuro, una di quelle vecchie valigie che sembrano aver vissuto più storie dei loro proprietari. Ogni volta che aprivo l’armadio, la vedevo lì, a occupare spazio, inutile, pesante, come un ricordo che nessuno osava toccare.
Mio marito, Daniel, sarebbe partito il giorno dopo.
Un altro viaggio d’affari.
Un altro “saranno solo tre giorni”.
Un’altra assenza che avevo imparato ad accettare senza farmi troppe domande.
Eravamo sposati da dodici anni. Dodici anni di routine, cene fredde, messaggi brevi e silenzi sempre più lunghi. Non posso dire che il nostro matrimonio sia stato un disastro fin dall’inizio. No. C’era amore. C’era speranza. C’erano mattine
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