Ci si aspettava che io stessi in piedi con un vestito color cenere umida, sorridessi per le fotografie e accettassi qualsiasi briciola di rispetto mi venisse offerta. Invece, rimasi a casa con i miei figli. Ordinammo la pizza, costruimmo una fortezza di coperte e guardammo un film con il volume più basso del solito perché a Lily non piacevano le esplosioni improvvise. Alle nove, Noah si addormentò con la testa in grembo. Alle dieci, Lily mi porse il biglietto che aveva fatto per Sarah e mi chiese se zia Sarah lo avrebbe ancora voluto. Le dissi di sì perché non avrei sopportato di dirle la verità.
Poi il mio telefono ha iniziato a illuminarsi.
Prima Sarah. Poi mia madre. Poi mio padre. Poi i cugini con cui parlavo a malapena, che mi chiedevano se fosse vero che avevo fatto una scenata. Una scenata. Avevo fatto una scenata non presentandomi in
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