posto.
Lo sguardo di mio padre si posò su di esso. L’insulto gli arrivò all’istante.
“Rimuovi quello.”
“NO.”
Il suo sguardo tornò a incrociare il mio. “Jennifer.”
“Cosa vuoi?”
Inspirò lentamente, preparandosi ad assumere un atteggiamento ragionevole. Era così che iniziava sempre quando sapeva che la rabbia lo avrebbe fatto apparire colpevole. “Ti sei lasciata manipolare da uno sconosciuto.”
“Non è una sconosciuta.”
La sua mascella si irrigidì. “Quindi ti ha trovato.”
Le sue parole confermarono più di quanto lui intendesse.
Mi aggrappai allo stipite della porta. “Sapevi che era viva.”
La sua espressione vacillò. Solo leggermente, ma abbastanza. “Non capisci cosa è successo.”
“Hai venduto tua figlia.”
Il suo volto si incupì. «Abbassa la voce.»
“I miei figli sono di sopra. Sanno già abbastanza sugli uomini che usano la quantità per vincere.”
Si avvicinò ancora di più. La catena resse. «Non hai idea di come fosse tua madre allora.
Per continuare a leggere, clicca su ( SUCCESSIVA 》) qui sotto!