«No», dissi a bassa voce ma con fermezza. «Quei soldi sono miei. Li ho guadagnati. Li ho risparmiati. E li ho spesi per il mio futuro.»
Il volto di mia madre cambiò. Non mostrò dolore o delusione, ma assunse un’espressione molto più fredda. Qualcosa di controllato e calcolatore.
Si mosse più velocemente di quanto mi aspettassi. La sua mano scattò in avanti e mi afferrò una ciocca di capelli, tirandomi indietro la testa con una precisione spaventosa. Rimasi immobile, troppo scioccata per reagire.
Con l’altra mano si portò alla tasca ed estrasse un piccolo accendino. Di quelli che si usano per le sigarette, anche se mia madre non fumava.
Lo aprì con un gesto rapido. La piccola fiamma blu-arancione sbocciò tra noi, proiettando strane ombre sul suo viso.
Me lo avvicinò ai capelli. Abbastanza vicino
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