tutte le chiamate.
Alle 22:02 avevo settantaquattro chiamate perse.
Poi, esattamente a mezzanotte, qualcuno ha iniziato a bussare con forza alla porta del mio appartamento.
“Mara!” urlò Celeste dal corridoio. “Apri subito questa porta!”
Rimasi a piedi nudi nell’oscurità, ascoltando il rumore della maniglia che tremava sotto la sua presa.
“Non puoi farci questo!”
Quella sera, per la prima volta, sorrisi.
Perché non avevo preso niente da loro.
Avevo semplicemente rivendicato ciò che era sempre stato mio.
Parte 2: La porta tra noi
Celeste continuò a martellare finché il cane del vicino non iniziò ad abbaiare.
Rimasi a piedi nudi dall’altra parte della porta del mio appartamento, la mano appoggiata alla fredda catenella di ottone della serratura. Fuori, la città era silenziosa sotto la pioggia di mezzanotte, ma Celeste portava con sé il caos. I suoi colpi si fecero meno controllati, meno eleganti, meno simili a quelli della
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