da gambali di pelle scamosciata.
Ciascuno di loro portava un fucile sulle ginocchia e un arco a tracolla, ma era la loro presenza, la loro assoluta e travolgente immobilità, a far scorrere una scarica di pura adrenalina nelle vene di Kora.
Non scappò. Suo padre le aveva insegnato che il panico era un lusso che non ci si poteva permettere nella natura selvaggia. Rimase ferma, con i piedi ben piantati nella terra che chiamava sua, la mano appoggiata sul calcio della sua pistola, il cuore che le batteva forte contro le costole come un tamburo selvaggio che risuonava nell’improvviso e profondo silenzio.
Li osservò mentre guidavano i cavalli lungo il pendio roccioso con una grazia disinvolta che smentiva la loro stazza; gli zoccoli dei pony, infatti, non producevano quasi alcun suono sulla terra dura e compatta. Si fermarono a circa 50 metri dalla sua baita, una distanza rispettosa.
L’uomo al
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