alla sorgente era cessato. L’aria stessa sembrava trattenere il respiro. La sua mano andò istintivamente alla spada pacificatrice del culto, riposta nella fondina sul fianco, la cui impugnatura consumata le offriva un conforto familiare. Scrutò la cresta che formava la parete occidentale della sua valle, senza perdere alcun dettaglio.
Per un lungo istante non si vide altro che il bagliore di calore che si sprigionava dalle rocce. Poi apparvero.
Non arrivarono tra grida e schiamazzi. Si materializzarono dal paesaggio come se fossero nati dal calore e dalla polvere stessi. Sette figure su possenti pony pezzati che superavano la cresta in un’unica, formidabile fila.
Erano uomini imponenti, più robusti e alti di chiunque avesse mai visto nei suoi rari viaggi verso il più vicino insediamento di Redemption Gulch. Erano Apache Chirikawa, con i lunghi capelli neri tenuti indietro da semplici elastici, il petto nudo e lucido di sudore, le gambe fasciate
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