notte. La notte in cui stavo per dirti che ero incinta.”
La notte in cui tutto fu rubato.
Strinsi i pugni, appoggiandoli sulle ginocchia. Immaginai mia madre, Margaret Ellison, sempre raffinata, sempre in controllo, sempre convinta di sapere cosa fosse meglio per tutti. Sapevo che considerava Lena “non nostra”. Semplicemente non mi permettevo di immaginare fin dove potesse arrivare.
“Dimmi esattamente cosa ha fatto”, ordinai. La mia voce tremava, ma non più per il dubbio. Per la rabbia.
Lena prese fiato e cercò di controllare la tosse. Sofia le tenne la mano, cullando con le sue piccole dita le ossa stanche.
“Due uomini sono venuti nella mia stanza alla pensione”, iniziò lentamente. “Hanno detto di essere ufficiali. Ero terrorizzata. Poi tua madre li ha seguiti, indossando uno dei suoi abiti, come se stesse visitando una banca, non la stanza di una povera ragazza.”
Mi guardò, con vergogna e dolore mescolati
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