fondamentalmente il sistema nervoso centrale. Può alterare l’architettura del sonno profondo, essenziale per il consolidamento della memoria, ed è stato costantemente collegato in studi su larga scala a un aumento del rischio di demenza. Questi farmaci sono generalmente sconsigliati per l’uso prolungato negli anziani a causa del rischio sia cognitivo che di cadute.
3. Inibitori della pompa protonica (IPP)
Ampiamente utilizzati per il reflusso acido e il bruciore di stomaco, gli IPP come omeprazolo (Prilosec) ed esomeprazolo (Nexium) riducono la produzione di acido gastrico. Il legame con il declino cognitivo è indiretto ma preoccupante.
Meccanismi proposti:
Malassorbimento dei nutrienti: l’acidità di stomaco è fondamentale per l’assorbimento della vitamina B12 e del magnesio. L’uso a lungo termine di PPI può portare a carenze di questi nutrienti, che sono cause ben note di deterioramento cognitivo reversibile e danni ai nervi.
Interruzione dell’asse intestino-cervello: alterando l’ambiente intestinale, i PPI possono avere un impatto
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