Cosa scoprii di Josiah nei mesi successivi. È allora che questa storia assume una piega inaspettata.
L’accordo entrò formalmente in vigore il 1° aprile 1856.
Mio padre celebrò una piccola cerimonia, non un matrimonio legale poiché gli schiavi non potevano sposarsi, e certamente non uno che la società bianca avrebbe riconosciuto, ma riunì il personale di servizio, lesse dei versetti della Bibbia e annunciò che Josiah d’ora in poi si sarebbe preso cura di me.
«Parla con la mia autorità riguardo al benessere di Eleanor», disse mio padre a tutti i presenti. «Trattatelo con il rispetto che tale posizione merita».
Per Josiah fu preparata una stanza adiacente alla mia, collegata da una porta ma separata, in modo da mantenere una parvenza di decoro. Vi trasferì i suoi pochi effetti personali dagli alloggi degli schiavi: alcuni vestiti, alcuni libri accumulati di nascosto, gli attrezzi della fucina.
Le prime settimane furono imbarazzanti.
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