matematica e letteratura, storia e filosofia nella tranquillità della biblioteca di mio padre.
A 19 anni ero alto 1 metro e 57, l’altezza di un ragazzo in piena pubertà, non di un giovane uomo. Ero magro, pesavo circa 50 chili e le mie ossa erano così fragili che il dottor Harrison una volta disse che avevo uno scheletro da uccello. Il mio torace era leggermente incavato, una condizione che i medici chiamavano pectus excavatum, conseguenza di costole che non si erano mai formate correttamente. Le mie mani tremavano costantemente e questo tremore mi rendeva difficile svolgere compiti semplici come scrivere, tenere in mano una tazza e concentrarmi.
La mia vista era pessima, tanto da richiedere occhiali spessi che ingrandivano i miei occhi azzurri fino a proporzioni quasi comiche. Senza di essi, il mondo era sfocato. La mia voce non si è mai abbassata del tutto, rimanendo in una
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