rotolavano fino al canale di scolo.
Roberto non si voltò.
Mariana si avvicinò, con le lacrime che già le rigavano il viso.
“So dell’incidente. So dell’accordo. So che ti hanno fatto firmare. So che non hai rubato nulla dalla scuola.”
Le spalle di Roberto tremavano.
Per un lungo istante rimase immobile, rivolto verso la strada, come un uomo che temeva che, voltandosi, il passato potesse tornare a essere reale.
Infine, la guardò.
Aveva gli occhi rossi.
“Non avresti dovuto saperlo.”
Mariana si coprì la bocca.
“Perché?”
Sorrise tristemente.
“Perché li amavi.”
“Ti ho amato.”
Il suo volto si contorse.
“Lo so.”
Quello l’ha distrutta.
Lei fece un passo verso di lui, ma lui indietreggiò.
Non crudelmente.
Accuratamente.
Come se l’amore lo avesse bruciato così profondamente che persino il conforto gli sembrasse pericoloso.
“Roberto, perché non hai combattuto?”
Abbassò lo sguardo sulle lattine sparse ai suoi piedi.
“Ho provato.”
“Quello che
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