o perché volevo pace, o perché non volevo immaginare di aver sposato qualcuno che potesse far sentire una bambina indesiderata nella propria casa.”
Nella stanza regnava un silenzio assoluto.
Dall’esterno giungeva il debole suono di un’auto che passava e il leggero tintinnio del campanello a vento del vicino nel buio.
«Mi dicevo sempre che eri difficile», disse lei. «Sensibile. Dalla lingua tagliente. Difficile da decifrare. E in parte era vero.»
Questo mi ha fatto sorridere un po’.
“È una cosa che ho ereditato per natura.”
Mi ha lanciato un’occhiata da sopra la foto.
“Fate.”
Poi la sua espressione si addolcì.
“Ma ho usato queste cose per giustificare troppe cose. Ogni volta che sembravi sulla difensiva, ogni volta che ti chiudevi in te stesso, ogni volta che mi guardavi come se ti stessi preparando a qualcosa, mi dicevo che era il tuo temperamento invece di chiedermi cosa ti avesse reso così.”
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