non va ma non si ha il coraggio di opporsi. Derek si appoggiò ancora di più allo schienale della sedia, dando per scontato che papà avrebbe riso insieme a lui o almeno si sarebbe lamentato e avrebbe cambiato argomento. Derek aveva sempre confuso il silenzio con la paura e la cortesia con la debolezza. Non aveva la minima idea di chi fosse veramente mio padre.
Papà lo osservò a lungo, con un’espressione completamente inespressiva. Poi si slacciò lentamente l’orologio e lo posò accanto alla torta sul bancone. Si rimboccò le maniche della camicia blu con la stessa calma concentrazione che dimostrava quando riparava i motori nella nostra officina. Nessun suo movimento era frettoloso, e in qualche modo questo rendeva l’atmosfera ancora più inquietante.
Poi si voltò verso di me.
«Emily», disse, tenendo gli occhi fissi su Derek, «esci fuori».
Barcollai verso il portico sul retro, con il cuore che mi
Per continuare a leggere, clicca su ( SUCCESSIVA 》) qui sotto!