da qualche parte tra il piano terra e le scale, la stessa persona che mi chiedeva dei compiti e cucinava il riso esattamente come piaceva a me. Era stanca, come sempre, di quella stanchezza che impiega giorni a manifestarsi completamente.
La sera del suo arrivo, le preparai la cena a casa sua. Non ero una brava cuoca – avevo quindici anni e sapevo preparare solo tre cose, e questa era la più semplice – ma preparai tutto, apparecchiai la tavola, lei si sedette, mangiammo e mi chiese della scuola, come faceva sempre.
Le raccontai del semestre.
Non della parte sull’equitazione; quella la sapevo già. Il resto. Le cose che erano successe dopo, i sottili cambiamenti nell’atmosfera delle stanze quando entravo, i ragazzi che si scusavano in quel modo tipico, come gli adolescenti che decidono di dover chiedere scusa ma non sanno bene come. La ragazza che venne a parlarmi la settimana successiva
Per continuare a leggere, clicca su ( SUCCESSIVA 》) qui sotto!