Il padrone comprò una schiava con due figlie… Le portò tutte nel suo letto, una per una
Nel 1853, un ricco e solitario proprietario terriero entrò in un’asta di schiavi e pagò una cifra astronomica per una madre e le sue due figlie piccole. Non furono acquistate per lavorare nei campi di cotone, bensì per soddisfare una perversa e inquietante ossessione generazionale, celata dietro i cancelli chiusi di una tenuta isolata. Ciò che un ispettore federale scoprì in seguito, sepolto sotto le assi del pavimento, sfida ogni umana comprensione.
È il 1853. L’ambientazione è una sonnolenta contea timorata di Dio, ricca grazie al cotone, nel cuore del Sud degli Stati Uniti. Esaminando i registri ufficiali della contea di quell’epoca, non si troverebbero altro che le fredde e asettiche transazioni commerciali del periodo prebellico. I registri documentano il trasferimento di terreni, la vendita di bestiame e, tragicamente, l’orribile trasferimento di
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