all’altezza del cuore. “Per uno che porta dentro tutto questo fuoco”, sussurrai, assicurandomi che solo lui potesse sentirmi, “devi stringere tra le mani qualcosa di incredibilmente pesante”.
Nell’atrio calò un silenzio assoluto. Persino l’aria condizionata sembrò trattenere il respiro. Dalle scale, sentivo lo sguardo di Alexander fisso su di me, come se avessi appena pronunciato una lingua morta.
I piccoli pugni di Mason tremavano nell’aria. Il labbro inferiore gli tremava, un tremore brutale e sgradevole che precedeva un vero e proprio dolore.
«Puoi colpirmi altre cento volte se pensi che questo spegnerà ciò che ti brucia dentro», dissi a bassa voce, con la voce leggermente incrinata. «Ma non scapperò. E non ti urlerò mai contro.»
Il ragazzo rimase immobile per un secondo. Poi per due.
Con un singhiozzo rauco e senza fiato, Mason si gettò in avanti. Non mi colpì. Mi strinse al collo con le sue piccole braccia appiccicose,
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