fu soffocante, come se tutto l’ossigeno fosse stato risucchiato da quello spazio.
Robert volse lo sguardo verso il figlio, la sua espressione si indurì per la feroce confusione e la rabbia.
«Caleb, guardami e spiegami cosa diavolo le hai fatto», le intimò.
Caleb aprì la bocca, ma non ne uscì alcuna parola di senso compiuto.
Si mise semplicemente a singhiozzare, non come un uomo adulto di fronte a una catastrofe complessa, ma come un bambino piccolo intrappolato in una menzogna che era diventata alla fine troppo grande da reggere.
«Non doveva andare così», mormorò infine, asciugandosi gli occhi con la manica.
«Onestamente non pensavo che avrebbe urlato in quel modo», aggiunse con voce flebile.
Grace sentì il sangue gelarsi nelle vene e lo stomaco rivoltarsi a quella confessione.
«Cosa intendi dire che non è stato fatto apposta?» chiese lei, con voce pericolosamente bassa.
Caleb si coprì il viso con entrambe
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