ai registri militari. Il microchip del cane era stato sostituito al momento dell’ingresso nel programma municipale, ma rimanevano tracce di un vecchio numero. E una firma, in fondo a un documento smarrito, recitava “E. Salgado” accanto a una nota: “Eccezionale gestione e cauzione”.
Valeria si diresse verso Don Ernesto con una cartella in mano.
“Legalmente”, disse, “Delta appartiene all’unità… ma c’è anche la possibilità di andare in pensione per circostanze particolari e di essere riassegnato per il benessere dell’animale. E questo…” Guardò il cane, che non si era allontanato dal vecchio per un secondo. “Questo è benessere.”
Mateo accennò appena un sorriso.
“Inoltre, Comandante… Delta è scappato da solo. Nessuno gli ha aperto niente. Ha rotto la gabbia, ha scavalcato la recinzione ed è corso dritto al molo. Come se conoscesse la strada.”
Don Ernesto abbassò lo sguardo, accarezzando le orecchie del cane.
“Vengo al molo ogni settimana”, ha ammesso. “
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