Gli altri fattori di rischio sono legati al tuo comportamento oppure al luogo in cui vivi o lavori e sono:
L'esposizione al fumo di sigaretta
L'obesità e la dieta ricca di grassi, ma carente nei nutrimenti
Squilibri ormonali
Esposizione ad alcuni virus, come l'herpes virus 6, che in alcuni casi di manifesta come sesta malattia, e quello di Epstein-Barr, che conoscerai sotto forma di mononucleosi
Una scarsa igiene orale e dentale, che magari ha già dato origine a una parodontite
Bassi livelli di vitamina D, provocati soprattutto dalla poca esposizione ai raggi del sole (anche se non si è ancora certi se questo valore rappresenti una causa oppure una conseguenza dell'artrite reumatoide)
Ci sono poi alcuni fattori non modificabili come il genere e l'età. Sembra infatti che l'infiammazione colpisca soprattutto le donne nel periodo che va dai 40 ai 60 anni. Questo però non significa che gli uomini non possano soffrirne o che non esistano casi in cui si sia manifestata in persone giovani o in anziani.
Diagnosi
La malattia si manifesta in modo insidioso e, soprattutto nelle fasi iniziali, non è semplice capire che è in corso un'infiammazione oppure distinguerla da altre patologie osteoarticolari. A maggior ragione, dovrai essere il più preciso possibile quando illustrerai i sintomi al tuo medico, indicandogli come si presenta il dolore, se è accompagnato da rigidità e per quanto dura nell'arco della giornata.
Se vi è sospetto che tu abbia sviluppato questo problema di salute, ti verranno prescritti alcuni esami. Il primo della lista è il prelievo di sangue. In laboratorio si andrà a ricercare soprattutto la concentrazione del cosiddetto Fattore Reumatoide, ovvero l'immunoglobulina IgM: circa il 70% dei pazienti presenta infatti questo marcatore, che indica proprio un'attività anomala da parte dei tuoi anticorpi. Un altro indicatore, ancora più preciso, sono gli anticorpi anti-peptidi citrullinati. La citrullina viene prodotta normalmente dal tuo metabolismo, ma con l'artrite reumatoide il ritmo di sintesi aumenta e questa sostanza cambia struttura, divenendo una proteina e inducendo a una reazione da parte del sistema immunitario contro tutte le cellule simili presenti nell'articolazione interessata.
Il medico potrebbe anche prelevare un campione di liquido sinoviale, che riempie la cavità articolare, per un’analisi che stabilisce la compatibilità con i tratti dell’artrite reumatoide.
Vi sono una poi una serie di esami strumentali che aiutano nella formulazione di una diagnosi definitiva. Una radiografia classica a mani e piedi può iniziare ad individuare erosioni e anomalie nelle ossa, ma è soprattutto l'ecografia articolare che potrà mostrare l'eventuale presenza di panno sinoviale e i versamenti di liquido nelle articolazioni. La risonanza magnetica viene invece utilizzata a volte per rilevare l'infiammazione in una o più ossa.
Terapie
Una diagnosi precoce della malattia può individuare le terapie adatte per l’artrite reumatoide in modo da ridurre il dolore, limitare il più possibile i danni provocati alle articolazioni e cercare di recuperarne la funzionalità.
Non esiste un unico farmaco che possa agire su tutti questi fronti, né una medicina adatta a tutti. Bisognerà infatti capire come reagisca la persona di fronte alle diverse somministrazioni. Per calmare il fastidio vengono impiegati i FANS, farmaci antinfiammatori non steroidei. Alcuni di questi li conoscerai già, come quelli a base di ibuprofene o ketoprofene, ai quali si aggiungono anche i derivati di naprossene, diclofenac e gli inibitori di COX2. Spesso vengono poi combinati con i corticosteroidi, come il prednisone.
Per limitare il decorso della malattia si utilizzano invece i DMARDs, cioè i cosiddetti farmaci di fondo. Si distinguono in tradizionali, come il Methotrexate, il leflunomide e la salazopirina, e biotecnologici, che vengono impiegati dopo per effettuare un lavoro di rifinitura, in quanto mirano a uno specifico bersaglio dell'azione infiammatoria. Nei casi peggiori si deve invece ricorrere a interventi chirurgici per l'impianto di protesi che sostituiscano l'articolazione fuori uso.
Il recupero delle funzionalità avviene invece attraverso sedute specifiche di fisioterapia, che puntano al recupero della tonicità e della forza muscolare, in modo da sostenere meglio le ossa ed effettuare il movimento senza limitazioni. È utile poi praticare anche una leggera attività fisica, ricordando di non poter caricare le articolazioni danneggiate con un peso eccessivo. Punta dunque su passeggiate e magari qualche attività in acqua o di ginnastica dolce.
Ci sono infine alcuni rimedi naturali ai quali puoi ricorrere, non in alternativa ma come integrazione alla terapia farmacologica, per provare sollievo dal malessere procurato. Tra questi vi sono impacchi con panni umidi e caldi e fanghi. Nelle sedi specializzate, puoi anche partecipare a sedute con i guanti elettrici che riscaldano la zona dolorante.
Alimentazione
Sembra che l'alimentazione giochi un ruolo importante nella comparsa e nella progressione dell'artrite reumatoide. Le persone in grave sovrappeso o che hanno problemi di obesità, corrono infatti un rischio maggiore di ammalarsi. In generale, dunque, è una dieta contro troppi cibi grassi e pochi nutrienti a favorire l'insorgenza dell'infiammazione.
Per questo ti viene in aiuto la dieta mediterranea, ricca di frutta e verdura e con l'aggiunta dell'olio d'oliva. Tutti questi alimenti sono ricchi di sostanze antiossidanti come le antocianine, il beta-carotene, la vitamina E e l'acido oleico. Riducono infatti l'invecchiamento dei tessuti e consentono a tutto il tuo corpo di funzionare in modo più efficiente. Anche il pesce ti aiuta a contrastare la patologia, in particolare quelli ricchi di Omega3 come salmone e pesce azzurro.
(Modificato da Simona Cardillo il 9-6-2020)
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