il valore di ciò che il denaro non può creare.”
Sul volto di Daniel balenò un’espressione di orgoglio e dolore, un misto di entrambi.
Celeste espirò bruscamente, già annoiata. “Basta con le sceneggiate. Ragazze, in carrozza.”
Lila e June guardarono la carrozza, la nonna, il padre e infine Mara. Poi June scoppiò a piangere.
«Mamma Mara!» gridò, e corse via.
Si scontrò con la gonna di Mara con tale violenza che quest’ultima barcollò. Un secondo dopo, Lila la seguì, afferrandole la mano con disperata forza.
«Resta», implorò Lila. «Ti prego, resta.»
Nella radura calò il silenzio.
Il volto di Celeste impallidì per la furia. “Cosa hai fatto?”
Mara posò la mano libera sulle spalle delle ragazze, per sorreggerle. “Le adoravo”, disse. “Tutto qui.”
Victor si rivolse al figlio, e ora la sua voce era ferma e decisa. «Prendi le tue figlie e sali in carrozza.»
Daniele non si mosse.
“Ora.”
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