Si alzò in piedi di scatto, con le mani che tremavano violentemente. Guardò il vaso rotto sul pavimento, poi alzò lo sguardo verso il mio viso. I suoi occhi erano spalancati, pozze umide di terrore assoluto. Era uno sguardo che nessun bambino dovrebbe mai rivolgere alla propria nonna.
«Mi dispiace!» esclamò, con la voce rotta dall’emozione. «Mi dispiace tanto, nonna Eleanor. Non volevo romperlo. Mi sono addormentata, il libro mi è scivolato di mano, ho cercato di prenderlo e ho rovesciato l’acqua. Per favore, pulirò tutto. Pagherò il vaso con la mia paghetta!»
«Lascia perdere il vaso», sbottai, avvicinandomi e facendo un passo avanti, con gli stivali che sguazzavano nella pozzanghera. Allungai la mano per toccarle il braccio, ma lei si ritrasse di scatto, proprio di scatto. Quel movimento mi sembrò un colpo al petto. «
Per continuare a leggere, clicca su ( SUCCESSIVA 》) qui sotto!