ma quando sentì i passi di Julian, girò lentamente la testa.
«Ehi, mamma», sussurrò Julian, sedendosi sul bordo del letto. Le prese la mano, quella che non era attaccata alla flebo. Era dura come pergamena.
«Julian», gracchiò. La sua voce era un’ombra di se stessa. «Hai un aspetto… terribile. Torna a casa. Raditi.»
«Non vado da nessuna parte», disse con la voce rotta dall’emozione. «Resto proprio qui.»
«La ragazza?» chiese Elena. Non usò il nome di Brianna. Per Elena, era già un’entità insignificante, un brutto sogno finalmente finito.
«È in custodia, mamma. Non tornerà mai più. Né a casa, né nelle nostre vite. Marcus ha trovato tutto. I soldi, il socio, il… il tè.» La voce di Julian si abbassò a un sussurro vergognoso. «Ti stava avvelenando. E io gliel’ho permesso.»
Elena chiuse gli occhi per un istante. Una singola lacrima le scivolò lungo le rughe all’angolo dell’occhio. «Sapevo che
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